Lasagne Fatte in Casa

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Dodicesima giornata: il barabbanesimo, il derby de La Valletta, le mallarditudini.

Lasagne f.c. – Old Fans 74  4 – 5

terreno di gioco dell'aretusi in ottime condizioni

terreno di gioco dell’Aretusi in ottime condizioni

Barabba vinse al ballottaggio e fece la storia. In realtà però, se ci si pensa a fondo, ha perso lui. Vuoi mettere oggi se tutti fossimo barabbiani che svolta sarebbe? Avremmo tutti la barba, forse. O forse anche i nostri cugini islamici sarebbero diversi, tipo hipster, secondo me più dark e con un filo di puzza sotto il naso. Ci ragionavo su a fine partita pensando alla prestazione-Calvario del capitano lasagnaro che, tra una caduta e l’altra, ha convinto un po’ tutti che la teologia sia basata su un caso, un difetto di comunicazione, una strategia di marketing sbagliata. Se Cristo avesse avuto consulenti migliori di Pietro o Giovanni forse a sto punto…

A volte perdere significa vincere. Ma non nel caso delle Lasagne, dove perdere significa perdere e basta.

Altra considerazione a margine: nel pallone si dice che conta segnare, conta buttarla dentro. In due partite giocate in contemporanea giocate in quel dell’Aretusi (una, quella dei nostri, giocata di qua e l’altra giocata di là) si sono visti o sentiti un totale di 14 goal. Roba da campionato olandese, o da campionato maltese, che però è meno famoso e si conosce meno. Ma alla fine io un derby de La Valletta me lo guarderei. Sicuro scappano pure palate. M’immagino poi le dispute al bar il lunedì, recitate in quella lingua assurda misto genovese-arabo-siciliano-spagnolo-inglese che pare parlino nell’isola col tasso di società di poker on line più alto d’Europa. Roba da pazzi. E noi qua a guardare il campionato Uisp, con un’umidità al 150%, campi di fango spesso e duro, e il fiume Mekong (il Reno) gonfio di pioggia, di là dall’argine, a scorrere verso un mare pieno di mucillagine. Mai una gioia.

Per la cronaca i nostri hanno mostrato a tratti bel giuoco, con sprazzi di teatro dell’assurdo, tipo come quando Mozzetto ha sfiorato il goal della vita con un tiro a rientrare dal vertice sinistro dell’area di poco alto sul sette opposto. Però, come si diceva, conta fare goal. E le Lasagne hanno fatto ben 4 reti; una su rigore, due su punizione e una gran pera del Biondo, da punta seria, da punta vera, da punta che volendo me la compro al fantacalcio l’anno prossimo. Il problema è (Zeman insegna) che fare una caterva di goal è cosa bella e filosoficamente fondata, ma se ne prendi uno di più di quelli che hai segnato, non conta un cazzo e con la filosofia non si mangia, al massimo si fa la fila alle poste. Si direbbe “festa del goal”, ma una roba così normalmente la dice chi non ha lo stile per sostenere che un 1-0 brutto è molto più calcistico di un 5-4, volendo pure carino, volendo… ma non esageriamo.

arbitro dell'incontro un ringiovanito (e senza baffi) Khaled

arbitro dell’incontro un ringiovanito (e senza baffi) Khaled

Ha arbitrato l’incontro un contrito ma ringiovanitissimo Khaled, particolarmente silenzioso, attento e senza baffi. Tifo ospite presente con bimbi al seguito. Ciurmaglia Lasagnara rinfreddolita ma dotata di consuete birre (penniende) e fumogeni d’ordinanza gentilmente offerte dalla Kobbe Bryant sr. ltd. Nei 120 minuti di gioco (arbitraggio dadaista con recuperi infiniti) si sono visti, come detto, 4 goal e 4 papere difensive lasagnare. Uno dei goal avversari è stato fatto come si deve, senza regali. Ma le Lasagne erano ancora, forse, in clima natalizio o forse il capitano s’era venduto la partita o ancora, più probabilmente, la mallarditudine ha coinvolto lui e il resto della squadra in una festa dell’amicizia da pieno quadripartito a guida DC.

Che degrado.

MARRANGHELLO: è dura raccogliere 5 pere dalla propria porta. Non coglie il velo del capitano che spiana la strada alla punta avversaria e esce in maniera bislacca, tracciando una parallela alla linea di fondo, quasi a suggerire il tocco sul secondo palo. A fine partita poi dice che avrebbe potuto stendersi per chiudere lo specchio. Avrebbe potuto, ma non ha. Pazienza. Per il resto non poteva fare granché sulle reti. POSSIBILISTA

voto 6

BOBBINHOgara attenta, equilibrata, sobria, da terzino bulgaro vecchia scuola. Stupisce tutti andando a raccogliere un rilancio sulla tre quarti avversaria, puntando l’avversario e prendendo il fallo che permetterà a Buia di segnare la punizione e pareggiare. Riceve pochi insulti e minacce, ma tanto non dura. TIVOGLIAMOCHEFAISCHIFO

voto 6.5

POLCE: esce preoccupato dal dolore alla coscia. Ha fatto, come al solito, il suo, spingendo lo spingibile, contenendo il contenibile, arrotando l’arrotondabile, ruotando il ruotabile, orrorizzando l’orrorizzabile, ramarrando il marrone ramarrizzabile di marrone. RRRRR

voto 6

LOMBARDInella difesa a 4 lui occupa una delle due posizioni centrali, quella che, bene o male, non ha fatto cagate. Cala nella ripresa con la squadra alta nella ricerca del pareggio. Non gli fanno battere una punzione e si incazza. Medita vendetta, tipo dire qualcosa. Ma alla fine non dice niente e gesticola. E’ un ragazzo educato. TIMIDONE

voto 5.5

BALDO: gara da manuale. Attento, preciso, concentrato. Non sbaglia un anticipo e invece di perdersi in inutili azioni palla al piede spazza con decisione liberando la difesa dagli affanni. Quando gli avversari arrivano sulla tre quarti iniziano a guardarsi attorno per dar via la palla, lui è nei paraggi e fa paura… Scusate stavo a guarda un video di Cannavaro ai mondiali del 2006. Dunque Baldo, dicevamo… Ha fatto più o meno tutto quello che un difensore non deve fare: regala due goals, sbaglia anche le robe più banali, non da nessuna sicurezza. Per fortuna i fumogeni non hanno portato ansia. Notevole il velo che permette all’avversario di andare in porta, da solo. La mallardizzazione è inesorabile, e non promette bene. NAMMERDA

voto 4

DE CHELLIS: parte da titolare. Gioca tutto un tempo e pure un po’ del secondo. Fa qualche fallo. Lo stendono ad alitate. Sclera  e il mister lo cambia. BRUTTECOSE

voto s.v.

BUIAbutta dentro l’ennesima punizione. Poi però si intestardisce e decide che le deve battere praticamente tutte e le deve battere cercando sempre il sette, anche se gli avversari avevano in porta uno che fino a 5 minuti prima stava su sky a guardarsi gli highlights della fase eliminatoria di curling alle Olimpiadi. Perchè lui gioca a curling.. Non Buia, l’altro, il portiere. A fine partita, davanti a microfoni immaginari, parla male di Capello, che in fondo non ha vinto un cazzo, mentre lui no, lui le punizie le butta dentro. GATTOPANCERI

voto 5.5

ALDROVANDInell’inedito ruolo di mezz’ala di centrocampo sfoggia una grande interpretazione del “un difensore in cerca di ruolo”. Vaga per il campo cercando di randellare e far gioco, più spesso di recuperare la posizione. ATTORIALMENTEVALIDO

voto 5.5

BIONDOha lottato, s’è mosso, ha cercato il dialogo coi compagni e ha fatto una gran pera che alla Uisp se ne vedono poche. Sempre più nel cuore dei tifosi che, non ce ne voglia, ancora non si ricordano come si chiama. Ma quello che conta è che El Biondo continui a segnare, gonfiare la rete, far paura agli avversari e conquistarsi la lasagnitudine sul campo, prima che alle cene. Poi tanto una cena prima o poi arriverà. E lì sarà finalmente, indissolubilmente, uno di noi. DALBIONDOALLEBIONDENONLEPAGLIEMALEBBIRRE

voto 6.5

CELENTANOmolto lavoro sporco per lui. Ma si sa è destino degli unculati doversi sporcare il muso nel fango per portare a casa un tubero. Lui lotta, sportella, prende falli e cerca di creare spazi e occasioni. Si procura il rigore che poi cede al rientrante Chirichetta. Esulta a cazzo all’inutile goal del 4-5 quando mancavano solo 14 secondi alla fine. Gli avversari per tutta la partita per stenderlo l’hanno dovuto gambizzare. Se lo spingi t’arimbalza. PRINCIPIOD’ARCHIMEDE

voto 6.5

CHIRICHETTAdoppietta per l’ex giovane che, ecco la vera notizia, non s’è fatto male. Segna il rigore, segna poi su punizione. Nello spogliatoio si bulla per la doppietta (inutile) ricevendo sguardi compassionevoli, tipo quelli che fai a Melania del Pratello quando ti tira un pugno sui coglioni e tu abbozzi e fai un sorrisino. Indovina forse uno stop in tutta la partita, gli altri sono incomprensibili per noi anziani. Solita grinta e solite polemiche più o meno sfrontate con gli avversari. ESULTASTOCAZZO

voto 6.5

MOZZETTOentra nella ripresa per dare sostanza a un centrocampo altrimenti ormai fuori giri e spompo. Si vede la sua presenza fin quando il mister, dopo l’infortunio di Polce, lo arretra in difesa. Sfiora il goal della vita, il goal che se entrava penso che il Reno esondava e allora dispersi, miliardi di euro di danni, servizi col pianoforte lento di Studio Aperto, casi umani e andarsi a fare le birre col canotto. Meno male. NONFASTISCHERZICOGLIONE

voto 6

CAMBRIANI: niente, non era serata. Evidentemente l’infortunio alla mano ancora lo condiziona e le seghe con la sinistra, se non sei amante del genere, non sono la stessa cosa. Quindi si va oltre il calo psicologico, c’è qualcosa di più profondo, più intimo, quasi spirituale. Qualcosa su cui lo staff di psicologi lasagnari dovrà lavorare a fondo. Mallardo si era proposto di dargli lui una mano. NONC’E’LIMITEALPEGGIO

voto 5

COBBE D.io stavo col fratello, quello scemo, a fare finta di guardare la partita e berci le birre. Poi era tardi, si stava perdendo, faceva freddo. Avrei preferito altro, onestamente. Ma che vi devo dire. Essere lasagnari ha i suoi oneri e i suoi onori. Lui in ogni caso tenta di dare un po’ di brio ma non riesce a dettare il cambio di passo che a volte, quando è ispirato, riesce a dare. Poi sta fuori forma, è spompo. Arriveranno giorni migliori. Buono comunque l’impegno e la voglia. TUOFRATELLOINFONDOE’NUBBRAVUAGLION

voto 6

GRISO: Troppo poco tempo in campo per fare schifo come al solito. M’hanno chiesto:”e Griso?” e io ho risposto “Griso chi?”. E s’è dimesso. FASSINADELCAZZO

voto s.v.

MONTELLImette in campo quello che ha a causa di defezioni, infortuni, malattie e gite con fantomatiche modelle argentine. Nell’intervallo sbraita talmente tanto che uno di un’altra squadra, quelli che giocavano all’altro campo, s’è depresso e ha chiesto il cambio. A fine partita bestemmia per i goal regalati senza tuttavia procedere ad una tradizionale “cura medioevale” per i colpevoli dello scempio. Fine psicologo, da una mano all’amico Cambriani, c’è del tenero. CUPIDOC’HACAPITOUNCAZZO

 

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