Lasagne Fatte in Casa

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Sesta giornata: l’affaire divise, la pioggia, il fango, Povia

Lasagne f.c. – Gandola 1 – 3

centro sportivo aretusi lasagne fatte in casa

Un sempre compassato mister Montelli

Attenzione: non è che siccome non ci sono più le mezze stagioni, se da una settimana all’altra si passa dalle maniche corte al piumino, dal sole alla pioggia, sia autorizzata l’esistenza delle mezze seghe. Bisogna stare attenti e mantenere una certa razionalità. Altrimenti si finisce per vedere folletti vestiti di viola sulla collinetta dell’Aretusi che cantano Povia mentre nel campo 22 uomini si rotolano nel fango scambiandosi calcioni. Altra cosa; quando piove, piove per tutti, anche per quelli che scambiano la merda col cacao. Che poi, pensandoci bene, un escremento appena sfornato lo puoi scambiare per semplice fango. La sorpresa arriva dopo, quando si secca. A quel punto il capisci che il colore è un banale dettaglio.

Ecco, aver vinto l’affaire divisa (gli avversari sostenevano che le loro maglie rossoscurotipoamaranto si potessero confondere con l’arancio lasagnaro) ha lo stesso effetto. Dire dopo che la merda e il fango si distinguono benissimo non ti salva dal fatto che l’hai pestata.

E così ci si ritrova a cercare una spiegazione a 80 minuti di pallone, dove domini, giochi bene, spingi, e prendi tre pere sbagliandone almeno altrettante. E non bastano nemmeno prodezze polemiche e battute istrioniche a salvare la faccia. L’unico elemento di salvezza è sapere che i folletti saranno sempre lì, sulla collina, a cantare che i bambini fanno EEEEEEOOOOOOOO come il portiere avversario in uscita, e che il guardalinee avversario, regolamento alla mano, potrebbe trovare un solidissimo senso solo presenziando come elemento di disturbo in un raduno di Motociclisti balcanici. Starà a lui dire che non c’è birra: “Crodino per tutti!”.

Per riassumere Lasagne 1, gente in rossoscurotipoamaranto 3. Tutto il resto è fango, colline fiabesche, daltonismi acrobatici, lezioni di galateo e, cazzo, mi sono dimenticato il tabacco a casa.

Poi ci sono i momenti toccanti, tristi, da servizio di Studio Aperto sui cani abbandonati. Il dramma dei palloni scomparsi è qualcosa su cui tutti dovremmo interrogarci. Vedere gente in pantaloncini aspettare sotto la pioggia che qualcuno recuperi le palle sparate ovunque fuori dal campo mi ha commosso quasi come quando, solo a casa con 10 grammi di ottimo fumo, mi sono accorto che non avevo le sigarette: era notte, non avevo la tessera sanitaria. Fare una canna con la polvere sotto il letto non è stata, con il senno di poi, una soluzione da consigliare. Se poi si scopre che gli avversari hanno un pallone al caldo, negli spogliatoi, e non hanno la minima intenzione di andarlo a prendere, capisci che l’umanità è morta. Non è un paese per Sacchi.

In conclusione, porgiamo un caloroso saluto ad un brillante Adolfo Celi con barba incolta che fa più savage. Ha diretto l’incontro con il piglio del professore di religione che deve fare le pagelle agli alunni. Prendersi troppo sul serio, penniende.

MARRANGHELLO: le uscite lo mandano in confusione come una miope neopatentata 50enne che guida per la prima volta in tangenziale. Insicuro sulle palle alte fa temere spesso l’effetto saponetta; e non stiamo parlando del pallone scivoloso, ma del sapone che cade mentre fai la doccia. Lui ieri ha raccolto il pallone tre volte. Cosa dire della saponetta? ERAETEROFINOAIERI

voto: 4,5

VELLA: soffre la velocità degli avversari ma alla fine riesce, nel bene e nel male a tenergli testa. Prestazione da compitino fatto a casa, in cucina, davanti alla tv a guardare i cartoni. E’BRAVOMANONSIAPPLICA

voto: 6

ALDROVANDI: piazzato al centro della difesa non fa passare nulla che respiri per gran parte della partita. Preciso, tosto, sincero. Con la squadra avanti a cercare il pareggio soffre un po’, nel secondo tempo, i lanci lunghi avversari che lo infilano con la loro velocità. TIACCORGICHEC’E’QUANDOTIMENA

voto: 6,5

RIMONDI: a fine partita, durante il dramma dei palloni scomparsi, fa sentire la sua voce all’allenatore avversario. Momento di rara intensità in una partita altrimenti monotona. Anche lui fa il compitino, senza strafare, limitando al meglio gli avversari. Non è sembrato mai in affanno. A fine partita regala sorrisi piacioni alle follette in viola. LOREMIPSUM

voto: 6

LOMBARDI: una volta c’era il ruolo del “mediano incontrista”. Ora, grazie alle lasagne, c’è il ruolo del “Pezzodimmerda”: piazzato lì, davanti la difesa, a raddoppiare su tutte le palle, a rompere il gioco, a andare su ogni avversario. Lui entra con queste consegne e obbedisce combattendo, ruggendo, cercando anche di ripartire e far respirare la squadra. Recupera miriadi di palloni e tibie avversarie. Se c’è del romanticismo nel pallone ha la faccia e l’aspetto di quest’uomo: sporco di fango, bagnato, silenzioso, mentre spazza l’ennesimo pallone, ribatte l’ennesimo passaggio, interviene sull’ennesimo avversario. PEZZODIMMERDAMAASSAIPROPRIO

voto: 6,5

POLCE: gara a due facce per il giovane: primo tempo per lo più di contenimento, secondo tempo da purosangue in una gara clandestina. Spinge, scalcia, prende calci, cerca la profondità. Su una sua azione personale spacca una traversa incredibile che avrebbe potuto portare al vantaggio lasagnaro. E’ tra gli ultimi a mollare. Sta prendendo sempre più fiducia nei suoi mezzi. Dopo la birra alla calata alla festa del decennale è sbocciato un lasagnaro vero. SECONTINUICOSI’MONTELLITILIMONADURISSIMO

voto: 6,5

BOBBINHO: per la prima volta viene incitato e non insultato e a fine partita si lamenta perché non è stato incitato abbastanza. Che dire, ogni insulto, per quanto grave possa essere, risulterà futile come un digestivo dopo un’abbuffata di peperoni ripieni di piombo fuso. Prestazione comunque da non buttar via, nonostante la panza, le fianchette e la mancanza totale di autironia. EFATTELANARISATA

voto: 6

MATTARELLIdoveva portare ordine e geometrie in mezzo al campo insieme a Buia. Alla fine riesce a portare a casa un fracco di calci presi, un paio di belle discese, uno spunto in area con dribbling vari e un vaffanculo a fine partita dal Capo Folletto in viola. Partita di qualità e quantità in mezzo a gente più prestante, più presente, più affascinante. UNOSPUNTOINFACCIA

voto: 6

BUIA: la gatta nera, attaccata ai maroni degli avversari, miagola dopo la punizione del vantaggio lasagnaro. Il resto del match tuttavia lo vede fare molto lavoro sporco e arrivare, talvolta, poco lucido nel dettare l’ultimo passaggio. Elargisce perle di saggezza e battute folgoranti rimbottando i piagnistei avversari. Richiama l’allenatore avversario a “non fare il fenomeno”. Qui, di fenomeno c’è lui, la sua zampata da gatta rognosa, la sua voce squillante come quella di un seminarista in una colonia estiva. MEEEEEOOOOOOOO

voto: 6,5

GRISO: le bestemmie sui campi di calcio sono passibili di cartellini (anche rossi). Regola condivisibile? Inutile lanciarsi in dibattiti sulla laicità dello Stato, sul concordato, sui fondi alle scuole confessionali, sugli scandali del clero e sulla stima che si ha per i Valdesi. Ma vederlo sparare fuori, a porta vuota, il goal del vantaggio… avete capito… E dire che aveva giocato anche bene, portandosi l’uomo, cercando di appoggiare la manovra, ecc ecc… Ma non s’è sbloccato, ha bestemmiato, ha fatto bestemmiare. Da punta vera, tipo Cruz. PD

voto: 5,5 (-0,5 per l’errore)

CELENTANO: ha fatto la solita, gran partita, di sacrificio, corsa e sbattimento. Gli è mancato il goal. In ogni caso riesce sempre a mettere in difficoltà la difesa avversaria, anche se a marcarlo è uno di un metro e novanta. Torna negli spogliatoi completamente coperto di fango, tipo rambo, o tipo il cinghiale maialato. In caso è homo silvestre e in campo si fa sentire. UNGRUGNITOSOTTOLACURVA

voto: 6

TONDINI: porta un po’ di freschezza entrando negli ultimi minuti. Mette ovviamente in difficoltà gli avversari con la sua velocità e la voglia di far male. Sfiora il goal con un bel diagonale ma spara alle stelle successivamente da posizione difficile. Poteva essere l’arma in più. Da uno dei suoi tiri scompare il primo pallone che darà vita al dramma con successive polemiche. In panchina chiede ossessivamente di Bologna – Chievo, pur sapendo che, come da tradizione, sarebbe stata una partita sciatta, inutile, sconfortante come un discorso di Bondi sulla pasta al pesto. GIA’SSAAAAAI

voto: 6

BALDO: dopo una settimana di febbre viene per presenziare, stare in panchina. Sta moscio il capitano e si vede. Non una battuta, non un commento fuori luogo, niente. Nel secondo tempo fa il guardalinee, ma sempre senza slancio. A fine partita entra per dare peso all’attacco ma, come detto, stava moscio. SROTOLATO

voto: sv

DE CHELLIS: da dirigente riesce a vincere la battaglia dell’affaire divise prima della partita. Da il meglio di se da guardalinee nel primo tempo sotto la collinetta dei folletti. Poi entra anche lui negli ultimi minuti, tocca il primo pallone e sgrida il compagno. SELFCONTROL

voto: sv

MONTELLIfinalmente si rivede la Bestia che tutti avevamo imparato a disprezzare con stima. Abbandonato lo stile compassato delle prime giornate urla durante tutta la partita, polemizza, richiama arbitro e giocatori. Nei minuti finali si lancia in polemiche ardite con il portiere avversario “che staffà la commedia melo cacci arbitroperfavore?” e “EEEEEEEEEE AAAAAAAAAA! – imitando il modo di chiamare l’uscita del portiere – ma che modi sono questi? Non gli dice niente signorarbitro?”. Poi, durante il dramma dei palloni scomparsi, notando che gli avversari non avevano mandato nessuno a recuperarli e che, a termini di regolamento, non erano tenuti a farlo, si lancia in fanculizzazioni e sarcasmi degni di lui. Il top lo raggiunge a fine partita; uscito a fare il raccattapalle recupera un pallone, il guardalinee avversario, da dentro il campo, glie lo chiede e lui, teneramente, lo lascia cadere:”ah… questo è vostro? vienitelo a prendere…”. TIVOGLIAMOCOSI’

CAMBRIANI: dice a tutti che va alla maratona di Nuova Iorche e manda anche foto di medaglie ringraziando per l’appoggio e facendosi stimare da grandi e piccini. E’ tutta na truffa. In realtà s’è fatto 4 giorni a Praga, da solo. Se vi mostrerà foto e video sapete già cosa rispondere. FUORICLASSE

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