Lasagne Fatte in Casa

Dodicesima giornata: il barabbanesimo, il derby de La Valletta, le mallarditudini.

Lasagne f.c. – Old Fans 74  4 – 5

terreno di gioco dell'aretusi in ottime condizioni

terreno di gioco dell’Aretusi in ottime condizioni

Barabba vinse al ballottaggio e fece la storia. In realtà però, se ci si pensa a fondo, ha perso lui. Vuoi mettere oggi se tutti fossimo barabbiani che svolta sarebbe? Avremmo tutti la barba, forse. O forse anche i nostri cugini islamici sarebbero diversi, tipo hipster, secondo me più dark e con un filo di puzza sotto il naso. (altro…)

Decima giornata: nebbia, intimismi, fumogeni penniende.

Lasagne f.c. – Faro c.s.d. 2 – 2

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Quelli che “era meglio se rimanevo a casa”

E’ difficile scrivere qualcosa di una partita giocata nella nebbia. Si finisce per essere intimisti, un po’ malinconici, come un hiptser ubriaco che ha sbagliato il colore dei calzini. Tutto un tratto la vita, lo scorrere delle settimane, il lento cangiar delle stagioni sembra inutile; mai mettere calzini a righe grigi e viola sopra dei mocassini marroni, ti rovini la giornata. (altro…)

Ottava giornata: la metafisica delle lattine, le illuminazioni

Ozzano Tolara – Lasagne f.c. 1 – 1

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Striscioni lasagnari e un trattorino

Ci sono i posti dell’anima e i posti del cazzo. Quando le due definizioni finiscono per corrispondere probabilmente hai preso dell’Lsd o ti stai facendo le domande sbagliate.

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Settima giornata: il calcio e il porno, gli autogoals, i rigori, la bionda che mi ama

Dep. Monteveglio – Lasagne f.c. 3 – 2

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Panchina lunga per le Lasagne

Il calcio è come un set porno a Budapest: c’è bisogno di grandi dosi di culo e gente che sappia buttarla dentro. Poi però, nel giuoco del pallone, non c’è bisogno di lingerie in pizzo e di viagra, ma questo è un altro discorso. Lo spettacolo che ne risulta è altresì diverso, ma non perdiamoci nei dettagli. (altro…)

Sesta giornata: l’affaire divise, la pioggia, il fango, Povia

Lasagne f.c. – Gandola 1 – 3

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Un sempre compassato mister Montelli

Attenzione: non è che siccome non ci sono più le mezze stagioni, se da una settimana all’altra si passa dalle maniche corte al piumino, dal sole alla pioggia, sia autorizzata l’esistenza delle mezze seghe. Bisogna stare attenti e mantenere una certa razionalità. Altrimenti si finisce per vedere folletti vestiti di viola sulla collinetta dell’Aretusi che cantano Povia mentre nel campo 22 uomini si rotolano nel fango scambiandosi calcioni. Altra cosa; quando piove, piove per tutti, anche per quelli che scambiano la merda col cacao. Che poi, pensandoci bene, un escremento appena sfornato lo puoi scambiare per semplice fango. La sorpresa arriva dopo, quando si secca. A quel punto il capisci che il colore è un banale dettaglio.

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Quinta giornata: i fumogeni, le distrazioni, la tipa in gonnella

Old Fans 74 – Lasagne f.c. 1 – 3

ciurmaglia lasagnara tifoseria

Prepartita, preparazione, leggerezze

“Le faccio leggere leggere sennò qua m’addormento”
“Eh, bravo. Non esagerà”
“Freghete, tranguill”

Apposto.

Nonostante sia già fine ottobre fa caldo, troppo caldo. Le ascelle pezzate sono all’ordine del giorno e non vi dico che esperienza olfattivamente impegnativa possa essere prendere il 20 all’ora di punta. Non è che se non ti lavi e mi lamento sono razzista, anche se tu fossi un tedesco ariano faresti schifo uguale. Questione di feeling.

Altro aspetto preoccupante: l’insana abitudine di fare la carbonara con la salsiccia secca di ggiù che ha mandato mammà col pacco. La salsiccia si asciuga, diventa dura, non va bene. La carbonara si fa con la pancetta o col guanciale. Se non si prende coscienza di tutto questo il mondo, quello dove Mosca faceva il pendolino, fra qualche anno sarà irriconoscibile. Inizieremo presto a mettere la salsa barbecue sugli spaghetti. SVEGLIAAAA! (altro…)

Quarta giornata: disfatta, zero dignità, vergogna, birre penniende

Lasagne F.c. – Funo Pol. 1 – 2

mister cesso mutenye

Mr Montelli alla ricerca soluzioni tattiche.

Una volta andai ad una festa con la maledetta intenzione di cercar figa. Arrivo lì bello come il sole e dopo 30 secondi avevo realizzato di essere nel posto sbagliato al momento sbagliato: solo braga e solo un paio di buzzicone ubriache che tentavano approcci didascalici con chiunque capitasse a tiro di panza. La domanda sorge spontanea: “che cazzo ci sono venuto a fare?”.

Puoi cercare il riscatto andandotene a ubriacarti con drink a caso, puoi dignitosamente trovare una via di fuga che ti porti via da quel degrado ma il destino ti tiene lì in quell’appartamento pieno di universitari sbronzi che parlano di calcio, esami, e figachevorrei. L’unica soluzione è rimanere e sbronzarti e alla fine, se gira veramente male, ti limoni una delle buzzicone. E invece no, neanche quello. E ci resti pure male. Il giorno dopo sensi di colpa e depressione.  (altro…)